Se l’architettura generale di un computer si fonda su una grande quantità di circuiti integrati sempre più standard e omogenei tra modelli e marchi, le differenze caratterizzanti i personal computer degli albori per tutto il decennio degli anni ’80 si sono manifestate sul campo di battaglia dei cosiddetti chip custom.
Dalla fine degli anni ’70 e per tutto il corso degli anni ’80 l’industria si dispose ordinatamente secondo due diverse linee di sviluppo tecnico e due approcci architetturali divergenti. Da un lato optò ora per la strada della modifica di chip specializzati di derivazione industriale ora quella dello sviluppo ex novo di chip integralmente custom; dall’altro scelse di integrare questi chip in un modo classico – che li vedeva svolgere i propri compiti sotto il coordinamento e la supervisione della CPU – oppure si industriò per renderli in grado di operare in modo indipendente dalla CPU, alleggerendola dei gravosi…